Accesso al Credito, ecco i settori più “bancabili” al Sud

Il mercato del credito nel Mezzogiorno sta attraversando una fase di profonda metamorfosi. In un contesto macroeconomico segnato da una crescita moderata ma costante – con la Campania che nel 2025 ha performato più la media nazionale (+1,0% contro lo 0,6% del Paese) – l’accesso ai finanziamenti bancari non è più una “corsa a ostacoli” indifferenziata, ma un percorso selettivo basato su una nuova gerarchia di settori.

Secondo gli ultimi dati della Banca d’Italia e i report ABI-Cerved aggiornati a maggio 2026, l’affidabilità creditizia nel Sud Italia si sta polarizzando e vede da un lato le eccellenze resilienti, dall’altro i comparti ancora frenati da fragilità strutturali.

I comparti più “solidi” per le banche sono:

Turismo e Servizi: la tenuta dei flussi internazionali e il boom dei servizi collegati all’ospitalità rendono questo settore uno dei più “bancabili”. Le imprese turistiche, specialmente quelle che investono nella digitalizzazione, mostrano indici di solvibilità superiori alla media regionale.

Agroalimentare di Qualità: il comparto agricolo e della trasformazione alimentare si conferma una “cassaforte” per il credito. La resilienza dei marchi DOP e IGP campani e pugliesi garantisce flussi di cassa stabili, riducendo il rischio di default.

Aerospazio, Innovazione e Hi-Tech: nonostante rappresentino ancora una quota minoritaria del PIL, le startup e le PMI innovative attive nel settore tecnologico e della transizione energetica beneficiano di un accesso privilegiato, spesso sostenuto da garanzie pubbliche e fondi legati al PNRR.

Non mancano però le note dolenti. Il settore delle costruzioni, dopo l’ubriacatura dei bonus edilizi degli anni passati, sta vivendo una fase di “atterraggio morbido” ma complesso. Qui il credito resta selettivo: le banche finanziano volentieri i grandi progetti infrastrutturali legati alla spesa pubblica, ma sono molto prudenti con l’edilizia privata residenziale.

Anche il commercio tradizionale soffre: la pressione dell’e-commerce sta spingendo molte micro-attività verso l’area della vulnerabilità. In questo settore, il tasso di deterioramento del credito resta tra i più alti del Mezzogiorno (intorno al 3,7%).